
Lo sviluppo della Personal Brand Identity non è semplice come si possa immaginare, talvolta può essere più facile interpretare e soddisfare le idee di qualcun altro, piuttosto che le proprie. Soprattutto se, considerando la normale evoluzione del pensiero, ciò in cui ti identifichi un secondo dopo non ti rappresenta più.
Presentandomi come singola creativa il Brand deve rappresentare al massimo il prodotto della mia personale evoluzione mentale e, di conseguenza, artistica.
Ecco il motivo che spinge il concept a ruotare attorno ad un approccio fluido ed in continua sperimentazione della produzione immaginifica.
Tale scelta può essere notata già dall’aspetto del logo, in quanto non rispecchia le canoniche regole attuali.

Ho deciso di personalizzare l’aspetto del font “Ballinger X-Condensed”, stamparlo e realizzare l’ideogramma a china. Quest’ultimo, astratto e decisamente più elaborato dei loghi comunemente realizzati, è la rappresentazione visiva dei repentini cambi di rotta e delle sperimentazioni che eseguo durante ogni processo creativo.
L’obiettivo è dunque quello di mostrare l’umanità, cui non può prescindere l’esistenza del brand, e tutte le sfumature possibili di un processo creativo.
L’identità può così palesarsi in tutte le sue possibili sfaccettature: sbagliando, ripetendo mille volte la stessa azione, provando entusiasmi fulminei, imbattendosi in deliri immaginativi, oscurandosi, risplendendo, vivendo.

Pertanto, un bigliettino da visita può sia esercitare la sua funzione base di fornire un contatto che essere un mezzo per sperimentare, momentanee, rappresentazioni del brand.



